Il sale cristallino dell’Himalaya, conosciuto più comunemente come Sale Rosa, viene estratto dalle miniere di sale di Khewra, nel Punjab pakistano; giunge fino a noi, dopo essere stato macinato a pietra, nella sua originale purezza; non è soggetto ad alcun tipo di raffinazione ed è esente da contaminazioni ambientali: conserva così intatta la sua naturale ricchezza minerale.

La sua origine risale a c.a. 250 milioni di anni fa grazie al prosciugarsi di mari e laghi interni durante la fase di ascesa della catena dell’Himalaya; è quindi un sale fossile, puro come quando si è depositato, cristallizzatosi nel sottosuolo per effetto delle altissime pressioni generate dalle montagne durante le ere geologiche successive.

Non solo è un sale marino integrale ed è privo di sostanze inquinanti e delle loro risonanze, ma le pressioni immense a cui è stato sottoposto hanno anche mutato la sua struttura, inglobando gli oligoelementi in un assieme stabile ed equilibrato in grado di trasmetterci la sua energia vitale e perfettamente assimilabile.
La struttura di reticoli ionici supercompressi ha acquisito caratteristiche di estrema compattezza (non si trovano singoli cristalli cubici nella massa) e di compenetrazione dei componenti, tanto che gli elementi chimici presenti hanno occupato ogni interstizio disponibile all’interno della struttura e non hanno formato depositi superficiali labili.
Così dal sale himalayano viene sprigionato tutto il patrimonio di informazioni energetiche presenti nel mare primigenio incontaminato, nel “brodo primordiale” in cui si è formata la vita.
Questi cristalli di sale scintillanti sono energia vitale allo stato puro e sono noti da migliaia di anni per le loro proprietà curative, grazie agli 84 oligoelementi in essi contenuti, tra cui ferro, calcio, magnesio, rame, manganese, selenio, zinco, zolfo, litio, iodio.