Chi dorme in questa posizione muore prima, lo dice la scienza: il nuovo studio non lascia dubbi

Una nuova ricerca ha rivelato che il modo in cui si dorme potrebbe essere un “predittore” di mortalità: cosa sapere.

Dormire bene la notte è uno dei modi migliori per garantire il proprio benessere mentale e fisico. A tal proposito, alcuni dei scienziati della Stanford University hanno scoperto che il modo in cui si dorme può aumentare il rischio di problemi di salute a lungo termine e addirittura essere un fattore da considerare quale “predittore” di mortalità.

Il sonno influisce sulla mortalità?
Come il sonno influisce sulla morte: lo studio (salbea.it – foto D&D Power SRL)

I ricercatori descrivono l’età del sonno come l’età stimata di una persona in base alla qualità del sonno, legata al suo stato di salute. Difatti, è possibile avere un’età del sonno inferiore alla media, il che può portare a una salute migliore. Di seguito, scopriamo cosa hanno scoperto gli scienziati e a cosa bisogna fare attenzione per vivere più a lungo.

Ecco come il sonno influisce sulla mortalità

In generale, le persone dormono in modo diverso a seconda dell’età, e i cambiamenti nella qualità del sonno sono uno dei primi e più ben documentati segni di invecchiamento e cattiva salute. La buona notizia è che l’età del sonno può essere migliorata. L’esperto Emmanuel Mignot e i suoi colleghi hanno analizzato 12.000 studi individuali che riportavano le caratteristiche del loro sonno.

Legame sonno e mortalità
Gli scienziati svelano come il sonno potrebbe influire sulla salute (salbea.it)

Ciò includeva il movimento del mento e delle gambe, la respirazione e il battito cardiaco. Il loro obiettivo era sviluppare un sistema in grado di calcolare l’età del sonno e identificare le variazioni più strettamente legate alla morte. Mignot, che studia il sonno da 30 anni, afferma che un sonno di qualità è altrettanto importante per il nostro benessere generale, considerando che passiamo circa un terzo della nostra vita dormendo.

L’esperto ha scoperto che la frammentazione del sonno – quando le persone si svegliano più volte durante la notte per meno di un minuto senza ricordarselo – sarebbe il più forte predittore di mortalità. Tuttavia, non è noto come esso contribuisca alla mortalità. Da altri studi, i ricercatori hanno scoperto che il sonno scarso si riscontra in una varietà di condizioni come l’apnea notturna, la neurodegenerazione, l’obesità e il dolore cronico.

Tuttavia, è importante ricordare che l’età del sonno non è determinata e vi sono molte variazioni. Anche se quest’ultima è più vecchia dei propri anni anagrafici, ciò non significa che il rischio di mortalità è più elevato. Gli esperti consigliano di andare a letto e svegliarsi ad orari regolari: questi due suggerimenti sono la chiave per migliorare il sonno.

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