Biscotti integrali, l’indagine che smaschera le false etichette: tra i peggiori proprio quelli di una famosissima marca

L’industria alimentare non è sempre amica dei consumatori: cosa emerge da un’indagine, “l’inganno” che si cela dietro i biscotti integrali.

Quando andiamo al supermercato siamo troppo distratti o quantomeno non abbiamo la consapevolezza che è fondamentale saper leggere le etichette. Etichette, però, che sono costruite ad hoc dalle aziende proprio per confondere i consumatori, anche se agiscono in modo legale.

verità sui biscotti integrali
I prodotti industriali non sono sempre come sembrano – Salbea.it

Un’indagine de Il Salvagente, la famosa rivista per consumatori, ha svelato l’amara verità che si nasconde dietro ai biscotti integrali, che spesso vengono acquistati perché ritenuti più sani di quelli tradizionali.

Attenzione quando metti nel carrello i biscotti integrali, la maggior parte dei prodotti non è sana come credi

Gli esperti de Il Salvagente hanno analizzato ben 82 marchi, anche famosi, di biscotti etichettati come “integrali” e ciò che è emerso deve far riflettere attentamente. Sebbene le aziende agiscano secondo le normative, le diciture “100% integrale“, “integrale” o “ricco di fibre” e altre, che fanno pensare che un prodotto sia sano, e magari anche “light”. In realtà, guardando attentamente tutti gli ingredienti, si può capire che le cose non sono quelle che sembrano.

Le confezioni invitanti, dunque, che enfatizzano l’immagine di un vecchio mulino, di una spiga di grano e simili, vogliono indurre il consumatore a pensare di stare acquistando un prodotto più salutare, ma non è così. Il Salvagente ha analizzato le etichette di un numero molto alto di prodotti da forno: 82 marche, sia famose che dei discount. Sotto la lente d’ingrandimento non solo biscotti, ma anche crackers, fette biscottate e altri prodotti da forno industriali “integrali”.

Biscotti integrali, a cosa fare attenzione
Non sempre i prodotti industriali integrali sono sani come si crede – Salbea.it

Purtroppo è emerso che la farina integrale è sì utilizzata nei prodotti, ma solo in minima parte. Quasi tutti contenevano farina ricostruita, in altri erano presenti un mix fra farine integrali e farine raffinate. Pochi, i prodotti che avevano una composizione al 100% integrale. I peggiori biscotti della classifica stilata dal Salvagente sarebbero:

  • “Mulino Bianco Molinetti” con farina integrale di grano saraceno – mix di crusca e farine di diversi cereali e soltanto il 6,3% di farina integrale di grano saraceno
  • “Lidl Realforno” frollini con farina integrale di grano saraceno – 6,3% di farina integrale di grano saraceno e 3,9% di crusca;
  • “Il Gran Turchese Più” frollino con farina integrale e gocce di cioccolato – senza farina integrale ma soltanto cruschello.

Le aziende, per Legge, possono scrivere che il prodotto è integrale anche se negli ingredienti ci sono altre farine, ecco perché sta al consumatore prestare attenzione all’acquisto dei prodotti. Solamente leggendo bene le etichette si sa cosa si porta in tavola e si sceglie quello che davvero fa al proprio caso.

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